14 novembre 2012

(RIVISITATO)

La scorsa notte ho dormito un'oretta scarsa, ma per tirarne fuori qualcosa di buono. Credo. Ero reduce da due giorni consecutivi in cui a fine giornata non mi sentivo felice e nemmeno soddisfatta, con la sostanziale differenza che il primo ho fatto tutto quel che avevo previsto e nel secondo no: era chiaro che qualcosa non andasse ed era tempo di cambiare tutto. Sono arrivata agli occhi lucidi, ma poi ho fatto tutt'altro e nel momento no mi sono messa a cercare annunci di monolocali in affitto su internet (quando posso sfoglio i giornaletti che si trovano in giro, ma non ne avevo di nuovi e aggiornati).

Inizialmente ero giunta alla parzialmente errata conclusione che le uniche volte in cui mi sono sentita pienamente viva e felice fosse o quando ho amato o quando ho viaggiato; poi ho capito che non ho bisogno di andare chissà dove e forse il segreto non è custodito nel viaggiare in sè, per quanto sia meraviglioso: il punto è che io sto bene quando sono sola, nel quotidiano. Intendo sola a gestirmi la vita, compresi quindi i tempi e le modalità del contatto con tutte le altre persone. Anche se vivessi a cento metri da casa dei miei genitori e ci vedessimo più volte a settimana -addirittura- io sarei felicissima e sarebbe TUTTO diverso: non è questione di lontananza. Io ho bisogno ed inoltre amo gestirmi da sola, nelle piccole e grandi imprese della vita. Ho inizialmente pensato ai viaggi perchè in effetti sono state le uniche occasioni di poterlo constatare, di fatto. Inoltre io mi abituo ai cambiamenti -di posti, di vita, del via vai delle persone- nel giro di trenta secondi, perciò anche il giorno stesso che mi è capitato di arrivare in un nuovo posto da sola per me è sempre stato come se fosse naturale e la mia vita fosse sempre stata così. Finalmente so di cosa ho bisogno, al di là di tutto il resto e altri dettagli. Ho bisogno di vivere da sola e in pace, tutto qui. Niente di così strano o assurdo. Poi certo, perfino una singola stanzetta in affitto costa. Così nella follia della notte -e della fretta di raggiungere i miei sogni- ho anche pensato di fare la puttana o al limite la cyber-puttana (per fare soldi anche senza schiodarmi da camera mia e non dover fare niente con nessuno,), ma amen. Trovarmi un lavoro? Ahahahah. Non dico che sia proprio impossibile, ma guardatevi attorno. La cosa divertente è che mio padre -così come a quanto dice farà in tempi universitari ed ha fatto con tutti gli altri figli- darebbe per scontato che ci penserebbe lui a mantenermi ovunque sarà il luogo dei miei studi. Questa è una cosa per certi versi bella, anche se temo che l'implicito e silente accordo della cosa sia però di fare quello che impone lui. In ogni caso non sarebbe male conquistarsi qualcosa pienamente con le proprie forze. Non sarebbe nemmeno male semplicemente farsi dare un aiuto iniziale e poi man mano reggersi sulle proprie gambe e piuttosto restituire tutto, lo ammetto. Se annunciassi al mondo -famiglia, ormai tre gatti- che ho bisogno, voglio e devo vivere da sola mi manderebbero a quel paese, idem se dicessi di volermi trovare un lavoretto, che sia proprio in funzione del trasferimento o in generale ecchedici, sei ancora piccolina, goditi questi anni per seguire le tue passioni senza preoccuparti di niente (ma se è da quando sono nata che mi preoccupo di tutto e tutti?) e non dire stronzate che c'è tempo per queste cose. Comunque era solo pour-parler, perchè niente e nessuno mi impedisce di lavorare (a parte la società) e tantomeno -ed a maggior ragione con i miei futuri ed ipotetici finanziamenti- di andarmene da qui. So che l'essere soli e indipendenti è anche una questione mentale...non è prettamente necessario il dover vivere fisicamente da soli per esserlo. Ovviamente vi sono diversi tipi di indipendenza: la si potrebbe avere economica e di fatto, se si provvede a condurre la propria vita da soli, così come si potrebbe non averla MAI come persona (per il fatto di poter essere indipendenti nonostante la convivenza con i genitori non mi riferivo al senso economico stretto). Da questa consapevolezza dovrei trarre i principi per sopravvivere da ora in poi, fino all'avverarsi del mio sogno del vivere da sola in un monolocale (e giuro, anche potendo scegliere e permettermi qualsiasi cosa non vorrei mai una villa enorme con piscina: un piccolo, essenziale ed accogliente monolocale sarebbe il massimo della vita!)...a questo ci devo ancora lavorare. L'esempio che ho avuto dai miei fratelli grandi in merito alla fase di sopravvivenza prima di sloggiare è stato semplicemente di comparire in casa a mò di albergo, per nutrirsi, dormire, cambiarsi e poco più: essere per la maggior parte fuori a farsi i cavoli propri. E già mangiare sarebbe la prima cosa che eviterei categoricamente...quindi andiamo proprio bene. Pessimi esempi. Mi rendo conto che detto così sembri contraddittorio: se sostengo che si possa conquistare l'indipendenza vivendo sotto lo stesso tetto dei genitori, allora perchè sono così convinta che se non andrò presto a vivere da sola morirò? Non dovrei riuscire a sistemare qui le cose, delimitare la mia singolarità come persona e di conseguenza modificare i tanto sofferti rapporti che ho con i miei genitori e quindi spassarmela e stare bene anche con loro in mezzo ai piedi? No. Perchè in quanto persona vagamente matura, intelligente e osservatrice conosco bene il problema di questa casa, vale a dire la presenza di problemi insormontabili (da entrambi i lati) che fondano le proprie radici sulla diversità e quindi sull' incomprensione. L'incomprensione e la non conoscenza dell'altro è sempre stato il collante che ha sbadatamente e grossomodo tenuto insieme questa famiglia. A partire dallo stesso legame dei miei genitori, passando per quello di quest'ultimi e ciascun figlio e arrivando a quello tra fratello e fratello. Non odio i miei genitori e mi metto anche nei loro panni, come ho sempre fatto: il discorso vale per tutti. Sono arrivata alla conclusione che non potendo cambiare in nessun modo alcune cose ed essendo dannoso per me stessa vivere con loro (oddio, questo l'avevo già intuito una decina di anni fa eh) ci si può solo allontanare e così tutti potremmo essere felici. Non punto a scappare dall'altra parte del mondo, lanciare il mio cellulare sotto un treno e non rivederli mai più lasciando loro un biglietto con scritto ciao stronzi, no: questa sì che sarebbe una fuga. No, per me l'ideale sarebbe che ognuno pensasse a sè stesso senza causarsi problemi, ansie, stress, delusioni e paure a vicenda per poi vedersi anche quattro volte a settimana per pranzi, colazioni o cene e raccontarsi tutto -perchè quel che fotte è quando l'affetto e l'interesse esistono, seppur soffocati dal terreno incompatibile del non comprendersi a vicenda- sorridendo ed essendo felici per la serenità alltrui. Questo vorrei, perchè io da vent'anni -e loro due stessi da trenta- combatto contro i mulini a vento e non ne posso più. In quest'ottica ed in questo tipo di rapporto ottimale non vedo cosa ci sia di sbagliato o psicopatico, onestamente, essendo sia l'unica soluzione che la sola cosa che renderebbe TUTTI felici (cosa mai successa).

Ho fatto una foto molto spastica che ha immortalato la mia mattinata, purtroppo col cellulare che ovviamente non è niente in confronto ad una reflex...ma stasera la posterò comunque per il principio di mostrare piccole scene della mia vita, magari fotografando anche i miei tre nuovi mini-cactus comprati in una domenica depressiva, già che sono tornata a darmi ai fiori anche qui. Mediterò se postare o meno anche la mia faccia da culo, ora scappo. E ieri, cazzeggiando per il centro della mia città mi sono trovata davanti una renna che pensavo essere impagliata ma non lo era, dannazione. La cosa carina (tralasciando l'inutile e stupido sperpero di denaro pubblico che servirebbe a tutt'altro) di qui è che già a Novembre iniziano a romperti i coglioni con lucine, decorazioni, slitte&renne (?) ed alberi di natale vari...ed io sono patologicamente fissata ed amante di tutte queste cose, per quanto odi il Natale di per sè. Ma ancora è presto. Tornando alla renna, mi sono maledetta e devo ricordarmi di portarmi sempre dietro la macchina fotografica.

7 commenti:

  1. Io penso che l'indipendenza renda le persone adulte. Lavoraci ;)

    RispondiElimina
  2. Grazie mille per il tuo commento, sei stata, come sempre, molto dolce.
    Per quanto riguarda l'indipendenza, posso capire, son scappata in Inghilterra per questo - e ora tornerò a casa strisciando perché mi manca la mia vita sociale.
    Invece, partendo in tema Natale, qui in Inghilterra cominciano a farti capire che sta arrivando circa.. a, metà ottobre. Ecco, ho visto un negozio e n o r m e, pieno di lucine, addobbi, renne di vetro, pupazzi di neve finti (da mettere in giardino? Boh.).
    Non lo so, è quasi inquietante che comincino cosi presto.
    E scusa il poco senso del commento, ho la testa altrove, un abbraccio (:

    RispondiElimina
  3. hai ragione a dire che il maggiore ostacolo per l'indipendenza personale è psicologico, infatti io ho sperimentato che posso preservare le mie nuove abitudini che ho impostato da quando vivo da sola anche quando torno a casa (dieta, orari etc...) e nessuno me lo ha impedito, anche se fino a quando non sono uscita di casa non avevo il coraggio di prendere in mano le redini e dire "cari mamma e papà, da oggi vorrei cambiare un po' abitudini quindi se vedrete qualche stranezza tipo che faccio ginnastica o che cucino non vi preoccupate che non sono ammattita!" :)

    In ogni caso sì, la foto della renna è assolutamente necessaria ù_ù

    RispondiElimina
  4. Ooooh un po' di rosa! Mi piace questa nuova grafica, sono sicura che rispecchia l'orizzonte di una serenità più matura.
    Allora, oddio, troppe cose da dirti. No, in realtà no. Vediamo:

    1- Incontrarci? Sarebbe bellissimo. Ammetto che sono spaventata dalle aspettative che una persona potrebbe farsi di me sul web, ma sono sicura che nella vita reale potrebbe crearsi un rapporto meraviglioso. Ma tu quando parti e dove vai soprattutto? Mi sembrava di aver letto un accenno a un viaggio dicembrino nel post precedente, correggimi se sbaglio. Ah, e soprattutto, torni?

    2- Vivere da sola, non sai quanto ti capisco. Se c'è una cosa che odio da quando sono qui a Milano, forse l'unica, è che non riesco ancora a mantenermi da sola e dovendo chiedere soldi ai miei non mi sento indipendente. Poi se dovessi vivere con loro, penso che sclererei. Il punto è che tu sarai sempre la loro piccolina qualsiasi cosa accada. E poi non avrai mai i tuoi spazi. Mia zia ha qualcosa come 26 anni e vive ancora coi suoi, inutile dirti che ho molta più libertà io che ne ho 18. Poi dopo essere stata a Londra mi sono resa conto che più stai lontana dai genitori e impari a cavartela da sola, più il rapporto con loro si fortifica, ma soprattutto si fortifica quello che hai con te stessa. Perché vivendo da sola impari a conoscere i tuoi ritmi, quelli del tuo corpo, quelli della tua testa e tutti gli altri. E l'autoconoscenza risolve la maggiorparte di problemi che abbiamo in comune, davvero. Già ora divido la stanza nel college con la mia coinquilina e quando lei se ne va per un po' io faccio i salti di gioia. Non perché sia cattiva o altro, semplicemente perché con lei qui non riconosco questo come il mio spazio, mi sento un po' limitata. La solitudine è necessaria tanto quanto la vita sociale per me.
    Quindi se puoi e appena puoi fallo!

    A proposito della puttana ci avevo pensato anch'io ahah! "But I can't stomach it!" come avevo detto alla mia amica in Inghilterra, il che è intraducibile in italiano :) La cyberputtana ci starebbe tantissimo, tanto non devi fare praticamente niente di concreto con nessuno. Solo che l'avevo bocciata come proposta credendo ingenuamente nel fatto che un giorno diventerò qualcuno e facendo questo "lavoro" potrei essere ricattabile :)

    Bello sognare, eh? ;)

    RispondiElimina
  5. Nella mia città, sempre rimandendo in tema di renne, già ora hanno montato, come l'anno scorso, un carro gigante di Babbo Natale con le renne dietro. Suppongo che, visto che siamo gemellati, l'anno prossimo sarà Torino ad avere questa gran bella fortuna luminosa. AHAHAHAH! Comunque sia sono d'accordo con te sull'andare a vivere da sola: primo, perché potrebbe aiutarti fare nuove esperienze, secondo, perché sono dell'idea che la lontananza in una famiglia spesso alimenta il rapporto. E del non capirsi ne so bene! Per me potresti iniziare a farti aiutare un po' finché non trovi un lavoretto per mantenerti giusto l'affitto! Io ti supporto al 100% in questa scelta, e lo farò anch'io appena ne avrò la possibilità!
    PS: grazie mille per il tuo commento, davvero!
    Un bacio,
    - Effe.

    RispondiElimina
  6. Ok, punto uno, io adoro i tuoi commenti - quindi grazie, grazie, grazie.
    Punto due: una renna? ok, anche da me hanno già cominciato a invadere i negozi di lucine colorate e palline sbaraluccicanti, però, insomma, povera renna.
    Punto tre: quando ho finito le superiori la prima cosa che ho pensato è stata: ora me ne posso andare davvero. In realtà con i miei non ci sono mai stati grossi problemi, però qualche screzio, da brava adolescente, riuscivo sempre a provocarlo. Sinceramente da quando vivo da sola mi sento molto di più in pace con il mondo intero, non solo con i miei genitori. E credo di essere un tantino più matura, indipendente, ecco sì, magari anche un po' cazzuta (ma solo un po'). Quindi il consiglio è: se puoi, vai. Altrimenti aspetta di avere la prima scusa plausibile, studi o un eventuale lavoro (possibilmente non nel mondo della cyber prostituzione) e poi vai. Comunque sia, VAI, prima o poi, non aver paura di perderti qualcosa.
    Ti stringo,



    Baci.

    RispondiElimina
  7. Ti seguo :)
    Se ti va passa da me !!

    RispondiElimina

Se ci fossero altri visitatori all'infuori di questo mondo, più che al rispetto inviterei agli insulti, per il semplice motivo che non esiste alcuna ragione al mondo per cui io possa essere insultata (riguardante il mondo dei dca, quantomeno) e potrei felicemente rispondere ed argomentare qualsiasi critica o altra stronzata. Ma tanto sono sfigata e il karma non mi accontenta mai, c'est la vie. Per le altre, invece: grazie di essere passate.